| «Azioni immediate per il Mar Piccolo» |
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Sabato 28 febbraio 2004, si è tenuto, nel salone di rappresentanza della Provincia di Taranto, un incontro storico, scientifico e divulgativo con gli studenti delle scuole medie superiori del territorio ionico che stanno portando avanti un progetto di educazione ambientale. Questa conferenza, l'ultima di un ciclo, tenuta da esperti in campo ambientale, aiuterà gli studenti stessi a produrre relazioni scritte, multimediali ed a realizzare poster su tematiche diverse. La Fondazione Marittima Ammiraglio Michelagnoli, che ha avuto compiti di coordinamento durante lo svolgimento di tutto il progetto iniziato nel novembre scorso, ha offerto indicazioni utili per la realizzazione degli elaborati ed ha fornito assistenza nei campi della biologia marina e di scienze ambientali con i propri collaboratori, e si è avvalsa invece dell'opera di esperti esterni nei campi della storia, delle risorse e delle attività produttive naturali. I risultati ottenuti sono stati molto positivi sia per la partecipazione attiva dei gruppi di lavoro delle scuole che per la divulgazione tecnico scientifica che si è riusciti a fare. Gli Enti che hanno contribuito al successo dei progetto sono stati: il CSA (ex Provveditorato agli Studi), il Co.N.I.S.Ma. (Consorzio Nazionale Interuniversitario delle Scienze del Mare), il Rotary Club Taranto, la Società di Storia Patria, laFondazione Marittima Ammiraglio Michelagnoli, l'IAMC-CNR (Istituto Talassografico). Per tutti coloro che si interessano di ambiente cercherò di riassumere sinteticamente quanto è emerso da questa importante conferenza sul Mar Piccolo. L'inquinamento da reflui urbani e industriali (compresi quelli arsenalizi che determinano una eccessiva presenza di piombo), le acque poco movimentate e scarsamente profonde, l'innalzamento della temperatura nella stagione estiva, favoriscono la proliferazione di organismi semplici planctonici. Tutto questo provoca una diminuzione dell'ossigeno in acqua, una crescita abnorme di alghe, un accumulo di fanghi di fondo con conseguente fuoriuscite di sostanze tossiche e sviluppo di abbondante flora batterica. Ciò ha comportato, nel tempo la morte delle piante superiori, le praterie di Posidonia, e la difficile sopravvivenza della mitilicoltura. Infatti le cozze del Mar Piccolo devono essere stabulate prima di poter essere messe in commercio. Il collegamento con il Mar Grande e la presenza dei "citri" (circa 30 sorgenti di acqua quasi dolce) nei due seni del Mar Piccolo assicurano un minimo di ricambio delle acque; se così non fosse si andrebbe incontro alla morte completa di tutte le specie nel Mar Piccolo. |
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Ultimo schiaffo all'equilibrio ambientale di questo nostro mare "interno" è la presenza delle idrovore dell'ILVA che aspirano migliaia di tonnellate d'acqua per il raffreddamento dei macchinari provocando un'alterazione dei movimenti delle acque e delle loro caratteristiche fisiche. Ed allora, gentile Direttore, alla luce di tutte queste notizie, tralasciando per quanto è possibile, i termini tecnici, proverò a fare un quadro realistico dello stato generale del nostro territorio. L'ecosístema marino è minacciato dai liquami prodotti dalla città e riversati in Mar Grande senza ancora alcun trattamento di depurazione, dalle attività portuali e dagli impianti industriali (perdite di greggio, di carbon coke, scarichi di fanghi e di liquidi in rada, sversamenti di minerali di ferro, ecc.). La situazione in Mar Piccolo, come già si è visto, sembra preoccupante. Intervento del dott. Vincenzo Popio Tratto da: |