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L'Ammiraglio Alessandro Michelagnoli

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Rapporti tra Marina e Taranto

Non vi è dubbio che la Marina Militare è una presenza di notevole peso nel contesto cittadino che lo influenza e ne è influenzata. Si può dire che non ci sia famiglia a Taranto e nel tarantino che non abbia avuto o abbia almeno un suo membro impiegato direttamente nella Forza armata o in strutture ad essa connesse. Si tratta di due comunità che devono vivere in simbiosi per il bene di entrambe ed ecco allora che il recupero di quel distacco che, nell'immediato dopoguerra, si era venuto a creare, è da valutare come qualcosa di altamente positivo, di cui l'Ammiraglio Michelagnoli può essere considerato il primo entusiasta artefice e che poi, dopo di lui, continuerà fino ai nostri giorni.

L'attenzione verso le nuove tecnologie

Nell'impostare il nuovo programma navale per la marina degli anni '70, si rivolge alle tecnologie innovative, convinto che solo con mezzi d'avanguardia si può essere presenti ai massimi livelli di responsabilità nello scacchiere mondiale. La nuova tecnologia era, allora, qualcosa di molto impegnativo per l'industria nazionale, ma l'adeguarsi al nuovo, per essere in grado di rispondere alle richieste di Michelagnoli, è stato anche insostituibile stimolo ad abbandonare progetti più facili ma vecchi e superati, ad acquisire il necessario know-how, a cercare cooperazioni internazionali, a crescere, insomma, in una dimensione meno provinciale. Le industrie nazionali, così sollecitate, rispondono con entusiasmo e si assiste in quegli anni ad una rapida conversione verso tecnologie più moderne che le porteranno, in breve tempo, ad essere partner paritetici di prestigiose industrie straniere, fino ad acquisire, in proprio le capacità di realizzare prodotti di eccellente qualità . Il tema dell'alta tecnologia, individuato e perseguito dall'Ammiraglio Michelagnoli come una delle maggiori possibilità di sviluppo delle industrie nazionali e quindi anche di quelle meridionali e quella sua volontà di voler creare a Taranto un polo tecnologico di alta specializzazione, legano in maniera ancora più stretta gli ideali di questo illustre personaggio con quelli della Fondazione omonima.

Le ricadute su Taranto: La conversione delle industrie locali, il potenziamento dell'Arsenale e La Nuova Stazione navale

L'attenzione dell'Ammiraglio Michelagnoli non si allontana mai da Taranto ed anche in questo settore la sua azione si rivela fondamentale per il suo progresso tecnologico. E' merito proprio delle decisioni prese dall'Ammiraglio Michelagnoli, se, a Taranto, dove ha sempre gravitato la componente più significativa della Squadra navale, si avvia un programma di potenziamento delle capacità del locale Arsenale, e si trascinano le industrie tarantine verso le nuove tecnologie, per poter continuare ad operare sulle Navi divenute molto più sofisticate in tutti i loro sistemi. Anche la Nuova Stazione navale, che sta vedendo la luce in questi anni, è stata una sua grande intuizione; nella ricerca di reciproche utilità sia per la Marina che per la cittadinanza. La Nuova Stazione navale significherà per la Marina rendere le sue Navi più pronte e dotate di migliori servizi; per la città, la possibilità di accedere, per usi di collettivo interesse, alle aree demaniali che saranno rese disponibili dal trasferimento delle Navi in Mar Grande. Certo, molte altre cose egli avrebbe potuto iniziare anche dopo aver lasciato il Servizio, ma un malore lo colpisce ad Ischia nell'estate del 1969 e muore la notte del 15 settembre dello stesso anno.

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