Rapporti tra Marina e Taranto
Non vi è dubbio che la Marina Militare è una presenza di notevole peso nel
contesto cittadino che lo influenza e ne è influenzata. Si può dire che non ci
sia famiglia a Taranto e nel tarantino che non abbia avuto o abbia almeno un suo
membro impiegato direttamente nella Forza armata o in strutture ad essa
connesse. Si tratta di due comunità che devono vivere in simbiosi per il bene
di entrambe ed ecco allora che il recupero di quel distacco che, nell'immediato
dopoguerra, si era venuto a creare, è da valutare come qualcosa di altamente
positivo, di cui l'Ammiraglio Michelagnoli può essere considerato il primo
entusiasta artefice e che poi, dopo di lui, continuerà fino ai nostri giorni.
L'attenzione verso le nuove tecnologie
Nell'impostare il nuovo programma navale per la marina degli anni '70, si
rivolge alle tecnologie innovative, convinto che solo con mezzi d'avanguardia si
può essere presenti ai massimi livelli di responsabilità nello scacchiere
mondiale. La nuova tecnologia era, allora, qualcosa di molto impegnativo per
l'industria nazionale, ma l'adeguarsi al nuovo, per essere in grado di
rispondere alle richieste di Michelagnoli, è stato anche insostituibile stimolo
ad abbandonare progetti più facili ma vecchi e superati, ad acquisire il
necessario know-how, a cercare cooperazioni internazionali, a crescere, insomma,
in una dimensione meno provinciale. Le industrie nazionali, così sollecitate,
rispondono con entusiasmo e si assiste in quegli anni ad una rapida conversione
verso tecnologie più moderne che le porteranno, in breve tempo, ad essere
partner paritetici di prestigiose industrie straniere, fino ad acquisire, in
proprio le capacità di realizzare prodotti di eccellente qualità . Il tema
dell'alta tecnologia, individuato e perseguito dall'Ammiraglio Michelagnoli come
una delle maggiori possibilità di sviluppo delle industrie nazionali e quindi
anche di quelle meridionali e quella sua volontà di voler creare a Taranto un
polo tecnologico di alta specializzazione, legano in maniera ancora più stretta
gli ideali di questo illustre personaggio con quelli della Fondazione omonima.
Le ricadute su Taranto: La conversione delle industrie locali, il
potenziamento dell'Arsenale e La Nuova Stazione navale
L'attenzione dell'Ammiraglio Michelagnoli non si allontana mai da Taranto ed
anche in questo settore la sua azione si rivela fondamentale per il suo
progresso tecnologico. E' merito proprio delle decisioni prese dall'Ammiraglio
Michelagnoli, se, a Taranto, dove ha sempre gravitato la componente più
significativa della Squadra navale, si avvia un programma di potenziamento delle
capacità del locale Arsenale, e si trascinano le industrie tarantine verso le
nuove tecnologie, per poter continuare ad operare sulle Navi divenute molto più
sofisticate in tutti i loro sistemi. Anche la Nuova Stazione navale, che sta
vedendo la luce in questi anni, è stata una sua grande intuizione; nella
ricerca di reciproche utilità sia per la Marina che per la cittadinanza. La
Nuova Stazione navale significherà per la Marina rendere le sue Navi più
pronte e dotate di migliori servizi; per la città, la possibilità di accedere,
per usi di collettivo interesse, alle aree demaniali che saranno rese
disponibili dal trasferimento delle Navi in Mar Grande. Certo, molte altre cose
egli avrebbe potuto iniziare anche dopo aver lasciato il Servizio, ma un malore
lo colpisce ad Ischia nell'estate del 1969 e muore la notte del 15 settembre
dello stesso anno.
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