Aree Marine Protette
ed
Aree di reperimento

Le aree marine protette, istituite con la legge 31.12.1982, n. 979, sulla difesa del mare, e con la legge quadro sui parchi del 6.12.1991 n. 394, e con la Legge 9.12.1998, n.426 (interventi in campo ambientale), sono "costituite da ambienti marini dati dalle acque, dai fondali e dai tratti di costa prospicienti che presentano un rilevante interesse per le caratteristiche naturali, geomorfologiche, fisiche, biochimiche con particolare riguardo alla flora e alla fauna marine e costiere e per l'importanza scientifica, ecologica, culturale, educativa ed economica che rivestono".

In queste aree ogni attività dell’uomo viene regolamentata e autorizzata in funzione della finalità per cui l’area marina protetta è realizzata: finalità scientifica, didattica, divulgativa ed ecologica.

L'area marina protetta viene suddivisa generalmente in tre distinte zone, soggette ad un differente regime di tutela:

- zona "A" di riserva integrale;

- zona "B" di riserva generale;

- zona "C" di riserva parziale.

La zona di riserva integrale è l'area caratterizzata dal maggior grado di protezione, in quanto da preservare nella sua integrità. In questa zona viene pertanto vietata qualsiasi forma di intervento, sfruttamento o uso produttivo.

L'accesso è consentito solo per attività scientifiche o didattiche, previa autorizzazione rilasciata dall'ente gestore.

Nelle due zone di riserva generale e di riserva parziale sono consentite e graduate le attività economiche tradizionali (come la pesca professionale, permessa alle sole marinerie residenti nell'area protetta); altre attività (come la navigazione e la pesca sportiva) vengono invece regolamentate.

Nel quadro delle 48 aree di reperimento individuate con diverse leggi a partire dalla citata legge 979 del 1982 (che elencava le prime 20), oggi in Italia le aree marine protette istituite sono 15; quelle "istituende" sono 5 ed altre 10 sono in fase di studio di fattibilità per l’istituzione.

Delle 15 istituite, 5 sono isole, 6 insistono su territorio costiero, 4 interessano isole e costa.

Le seguenti 7 aree marine protette sono gestite in via diretta dalla Capitanerie di Porto locali:

Cinque Terre, Golfo di Portofino, Isole Ciclopi, Isole Egadi, Porto Cesareo, Tavolara-Punta Coda Cavallo, Torre Guaceto.

Le seguenti 6 aree marine protette sono gestite con convenzione:

Golfo di Trieste- Miramare dal WWF Italia

Capo Carbonara, Isola di Ustica, Penisola del Sinis-Isola Mal di Ventre dai rispettivi Comuni.

Punta Campanella dal Consorzio tra Comuni interessati.

Capo Rizzuto dalla Provincia.

Inoltre

le Isole Tremiti sono gestite dall’ Ente Parco Nazionale del Gargano;

le Isole di Ventotene e S. Stefano sono gestite dal Comune di Ventotene.

Le Aree Marine Protette istituende, per le quali è stata formulata proposta istitutiva dalla Consulta per la difesa del mare, sono le seguenti 5:

Arcipelago Toscano, Capo Caccia-Isola Piana, Isole Pelagie, Isole Pontine, Secche di Tor Paterno.

Le Aree Marine di reperimento per le quali sono in corso gli studi di fattibilità sono le seguenti 10:

Arcipelago della Maddalena, Capo Gallo-Isola delle Femmine, Capo Testa-Punta Falcone, Isola dell’Asinara, Isole Eolie, Golfo di Orosei-Capo Monte Santu, Isola di Capri, Monte Conero, Regno di Nettuno, Torre del Cerrano.

Nel 1999 si è aggiunta la 48ma area di reperimento a carattere internazionale (Italia, Francia e Principato di Monaco) denominata "Santuario dei Cetacei" comprendente una vasta area del Mar Ligure.

In sintonia con i fini di salvaguardia e di tutela, la politica delle aree protette è inoltre indirizzata a promuovere la ricerca scientifica, il monitoraggio dell'ambiente e l'educazione ambientale, nonché ad avviare iniziative per la corretta valorizzazione turistica e commerciale di luoghi e di prodotti dell'artigianato, di tradizioni e di culture locali, e la riscoperta di beni culturali ed ambientali della zona.