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Ai migranti deceduti nella stiva di un barcone

dal libro di Ester Cecere
Non vedo, non sento e…
Poesie
WIP Edizioni Bari

 

Non t’ha salvato l’alito del mare

Temevi lo schiaffo del salmastro,
l’umido gelo di notti senza luna,
la vastità senz’orizzonte che spaurisce,
il mutare subdolo dell’onde.

Dei motori invece
l’aria ardente
il tuo corpo ha soffocato
di fumi
satura e venefica.

Non t’ha salvato
fresco
l’alito del mare.
In un antro buio
s’è spento
di terrore pazzo
il tuo respiro.

Anche la speranza seppellendo
sotto l’ammasso dei corpi
dei compagni tuoi.

 

Pianto da sponde lontane

Parla oggi il mare.

Di madri lontane,
un pianto sommesso
mormora all’alba.

Muta lo sciarbordio
In grida d’aiuto
Da mari remoti,
al levarsi del vento.

Urla di terrore
Soffocate nei flutti,
il fragore dei marosi
d’una improvvisa burrasca.

E io,
a scogli da gomene ancorata,
impotente ascolto
il pianto da sponde lontane.

 

 

 

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