Le scogliere artificiali

Una tecnica di maricoltura e di protezione della fascia costiera

 

Saraghi fasciati - Pierfranco DilengeL'installazione di strutture artificiali sul fondo marino per incrementare la pesca produttiva,  lo sviluppo della molluschicoltura e proteggere la fascia costiera è l'obiettivo del progetto "Coastal Zone Management" gestito dal prof. Cosimo Sebastio, direttore della Scuole di Maricoltura a Taranto, per conto dell'Università di Bari e finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole.
Le scogliere artificiali sono costituite da grandi piramidi composte da blocchi in calcestruzzo con cavità e fori per offrire rifugio e per costituire habitat secondo i diversi gradienti fotici e termici.
La collocazione di scogliere sottomarine artificiali ha diversi obiettivi nella zona di mare da tutelare.
A parte la protezione contro lo strascico abusivo sotto costa, le scogliere artificiali interferiscono nei fenomeni di degrado e di erosione della costa; offrono le superfici solide per formare anfratti e nicchie di colonizzazione, richiami per raggruppamenti di organismi animali e vegetali.
La scogliera sottomarina è destinata a diventare così un'oasi rigogliosa e produttiva, come un relitto colonizzato da cui si possono prelevare i prodotti della pesca rinnovabili quali i saraghi, le ombrine, i labridi e le cernie.

Le scogliere sommerse sono state collocate nel Golfo di Taranto a sud delle isole Cheradi, a 1500 metri di distanza dall'isola di San Pietro, su fondale sabbioso, a 30 metri di profondità, nell'Agosto del 1999. Dopo l'attività di didattica e di ricerca applicata , la gestione delle scogliere sommerse verrà affidata a cooperative di giovani operatori del mare.

Le scogliere sommerse nel mondo

Le scogliere sommerse in Europa

Le scogliere sommerse in Italia

Costruzione di una scogliera sottomarina

La scogliera sottomarina sperimentale di Taranto

Gli argomenti sono tratti dalla tesi di laurea di: Gianfranco Alemanno