LA RICERCA SCIENTIFICA SUL MARE
Per conoscere sempre più e sempre meglio

Il mare e il suo ambiente sono ancora sconosciuti in tutta la loro inesauribile ricchezza e per ciò sono più soggetti al depauperamento causato dall'uomo.
La ricerca scientifica applicata al mare ha il compito di approfondire le conoscenze dell'ambiente marino per operare sul mare e intervenire con valide soluzioni tecnologiche accantonando qualunque improvvisazione.
Solo attraverso la ricerca è possibile non solo individuare e sfruttare al massimo le risorse capaci di integrare e sostituire quelle continentali in via di esaurimento, ma è anche possibile pervenire a forme di tutela della salute del mare tali da garantire la migliore qualità dell'ambiente e della vita stessa.
E solo attraverso un processo di crescita culturale è possibile formare una mentalità ed una cultura scientifica che consideri il mare come la risorsa più grande che ci rimane.
La Fondazione Michelagnoli è impegnata a diffondere la cultura della ricerca sul mare promuovendo e valorizzando le iniziative, i programmi e gli impegni di ricerca del M.U.R. (Ministero dell'Università e della Ricerca).
TECNICHE DI RICERCA SUBACQUEA
Raccolta e valorizzazione dati
I ricercatori subacquei impiegano diversi metodi per raccogliere, in immersione, dati sia sulla identità delle specie di determinati habitat (qualitativi), sia sulla loro abbondanza nella comunità marina (quantitativi). Queste informazioni sono utilizzate per realizzare mappe di descrizione dei fondali; inoltre, aiutano i biologi marini ad interpretare particolari fenomeni ambientali.
Ad esempio, l'inquinamento provocato dall'uomo colpisce alcune specie più sensibili, o indicatori biologici, favorendone altre più resistenti. Ciò determina modifiche dei popolamenti marini direttamente osservabili e quantificabili dai ricercatori subacquei.
Quadrato sperimentale
Un metodo di studio per gli organismi che vivono fissi al fondo (benthos), prevede l'uso di un quadrato sperimentale in materiale plastico e di dimensioni note (di solito 50x50 cm). Posato il quadrato sull'area di studio, il ricercatore può identificare le specie al suo interno e stimarne la percentuale di ricoprimento rispetto alla superficie totale (250 cmq). I dati vengono annotati su speciali lavagnette subacquee. Spesso, il quadrato viene fotografato per poter studiare le comunità con maggior dettaglio in laboratorio.
L'uso del quadrato è comune nello studio delle praterie di Posidonia: si valutano, in tal caso, il numero dei fasci fogliari, la superficie sana delle foglie, la presenza di infiorescenze.
Le praterie di Posidonia e le comunità bentoniche, a causa della loro stanzialità, sono particolarmente sensibili ai danni subiti dall’ambiente marino.
Campionamento con sorbona
A volte è necessario raccogliere direttamente dei campioni di fauna e flora per il riconoscimento delle specie: in tal caso piccole superfici coperte dal benthos vengono asportate con martello e scalpello, mentre i piccoli organismi che nuotano o strisciano sul fondale vengono prelevati con una particolare pompa aspirante, la sorbona, per l'identificazione in laboratorio.
Per ottenere campioni di fauna dei fondi sabbiosi, i ricercatori utilizzano anche dei tubi in plastica, i carotatori, che opportunamente conficcati, occlusi ed estratti dal fondale, trattengono volumi noti di sedimento da cui si potranno estrarre gli organismi.
Stesura del cavo per transetti lineari

Un'altra tecnica di largo utilizzo è quella dei transetti lineari. Il ricercatore stende un cavo di lunghezza nota sul fondale e lo percorre, raccogliendo dati sul tipo di fondale e sulla profondità, oltre a stimare in dettaglio identità ed abbondanza delle specie marine incontrate
Questa tecnica è molto adoperata anche per il censimento visivo della fauna ittica costiera. In tal caso il ricercatore percorre il transetto annotando sulla lavagnetta le specie di pesci incontrate, il loro numero, la loro taglia. La scarsità di pesci censiti
od una presenza elevata di individui giovanili di specie commerciali nel popolamento, possono indicare uno sfruttamento eccessivo delle risorse di pesca.
Manipolazioni per esperimenti sul "campo"
Negli studi di Ecologia è ormai comune la realizzazione di esperimenti subacquei, trasformando i fondali in veri e propri laboratori "sul campo". La manipolazione delle densità di alcuni organismi in particolari comunità, o l'esclusione di certe specie da determinate aree di fondale (ad es. tramite l'utilizzo di gabbie per pesci e ricci di mare), può rivelare meccanismi complessi, come la competizione tra specie od i rapporti preda-predatore.
Queste metodologie sono molto utilizzate negli studi delle Aree Marine Protette.
Confrontando i dati ottenuti in queste con altri analoghi di aree costiere non tutelate, si dimostra la grande efficacia dei parchi marini nel recupero e nella protezione delle coste.
LA RICERCA DI BIOACUSTICA MARINA

Gianni Pavan


Voci sotto la superficie del mare

Voices beneath the sea surface

I primi ad ascoltare i suoni ed i rumori sotto la superficie del mare sono stati i militari, per individuare navi e sottomarini dal rumore dei loro propulsori.
Ma il mare ha anche una musica più lieta, fatta di voci di animali che comunicano fra loro tessendo complessi motivi, come i canti dei maschi di Megattera ( Megaptera novaeangliae) che nella stagione riproduttiva chiamano le femmine con melodiose canzoni che possono essere ascoltate anche a centinaia di chilometri di distanza.
La disciplina che studia i suoni degli animali è la bioacustica, la quale, strettamente affine all'etologia, cerca di comprendere come gli animali regolano i propri comportamenti individuali e sociali attraverso messaggi sonori. Nelle ricerche di bioacustica hanno grande importanza le Fonoteche, istituzioni nazionali ed internazionali, assimilabili per certi versi ai musei, che si occupano di raccogliere, archiviare e documentare le registrazioni dei segnali acustici animali realizzate in tutto il mondo e renderle disponibili alla comunità scientifica o per iniziative didattiche e divulgative.
Nell'ambiente acquatico la comunicazione acustica svolge un ruolo molto importante: l'elevata velocità di propagazione, circa 1500 metri al secondo, quasi cinque volte maggiore che in aria, e la scarsa attenuazione con la distanza consentono infatti una efficace trasmissione dei suoni.


Progetto "SPICAMAR"

 


Programma CLUSTER 10
Potenziamento delle reti di ricerca
nelle arre depresse

 


La medusa immortale
Alcuni articoli sul complesso mondo del mare, disponibili in Inglese e in Italiano
Some papers on various aspects of the complex world of the sea,  available in English  and  Italian