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L'oceano invisibile

L'oceano invisibile

Microrganismi marini e salute umana


Fernando Rubino,
Primo Ricercatore CNR presso l’Istituto di Ricerca sulle Acque-Talassografico di Taranto, nel workshop sulla salute del mare ha illustrato il Ruolo dei Microrganismi Marini che popolano gli oceani.

I microrganismi marini, dice Rubino, rappresentano la maggior parte della biomassa degli oceani e formano una rete complessa che regola gli equilibri oceanici, con milioni di organismi microscopici che rappresentano la base della vita. Organismi unicellulari fotosintetici alla deriva nelle correnti marine le microalghe sono i produttori primari degli oceani.  Utilizzano l'energia solare per trasformare la CO₂ in materia organica, alimentando ogni creatura marina, dal minuscolo krill alla gigantesca balenottera azzurra.

Sono le sentinelle silenziose della salute degli ecosistemi

Forniscono importanti servizi ecosistemici: senza il contributo microbico, l’atmosfera terrestre sarebbe invivibile. Infatti Il 50% dell'Ossigeno Atmosferico è prodotto dal fitoplancton marino che assorbe anche il 25% delle emissioni antropiche e contribuisce alla degradazione naturale di inquinanti e idrocarburi.

Proteggere il fitoplancton significa proteggere la capacità respiratoria del genere umano.

I microorganismi marini inoltre rappresentano una vera e propria farmacia sommersa. Infatti le alghe sono la fonte originale di grassi sani, gli Omega3, poi accumulati nei pesci

Tuttavia squilibri antropici che determinano un carico eccessivo di nutrienti, o eventi naturali come alte temperature e forti correnti, innescano fioriture rapide di microalghe e cianobatteri che raggiungono densità di milioni di cellule x Litro

Quando le fioriture muoiono I batteri consumano tutto l’ossigeno disciolto per decomporle, creando zone di anossia che determinano morie di massa.

Inoltre in condizioni di stress termico o eccesso di nutrienti, alcune specie produttrici di tossine proliferano colorando di verde (bloom) le acque e causando danni economici al turismo e alla pesca, oltre a  morie di massa di mammiferi marini e intossicazioni alimentari.

Il pericolo invisibile delle biotossine è nella ingestione, inalazione e/o balneazione in acque infette. Le biotossine si accumulano nei molluschi filtratori (vongole, cozze) e nei pesci (ingestione), vengono nebulizzate dal moto ondoso (inalazione ostreopsis ovata) e il contatto provoca Irritazioni cutanee e oculari.

Microrganismi come cianobatteri, diatomee e dinoflagellati producono potenti tossine che possono anche essere resistenti alla cottura

L’impatto del cambiamento climatico

 Con i cambiamenti climatici e l'aumento delle temperature dell’acqua ci sarà una maggiore frequenza di fioriture tossiche.

Il riscaldamento delle acque sta alterando la distribuzione geografica delle comunità microbiche e la perdita di funzionalità

L’acidificazione degli oceani sta riducendo la capacità di calcificazione del plancton calcareo.

La perdita di biodiversità microbica indebolisce la resilienza dell’intero sistema planetario.

Ulteriori Minacce emergenti sono legati alla Resistenza antibiotica per la capacità dei microrganismi di sopravvivere all’azione di farmaci un tempo efficaci, rendendo le infezioni difficili o impossibili da trattare.

L'oceano accumula geni di resistenza provenienti da scarichi urbani e agricoli e favorisce il sorgere di superbatteri marini, cioè microrganismi in grado di neutralizzare gli antibiotici più comuni, con rischi di salto di specie, qualora ingeriti dall’uomo.

L'uso intensivo di farmaci negli allevamenti  e l’aumento delle temperature favorisce la proliferazione di agenti patogeni con rischi diretti per la salute umana legati all’alimentazione

Il futuro della salute globale passa attraverso la protezione della biodiversità invisibile, perchè la perdita di biodiversità microbica indebolisce la resilienza dell’intero sistema planetario.

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